Negli ultimi anni è stata “scoperta” una grandissima fotografa, Vivian Maier.

Babysitter e fotografa autodidatta, fin da sempre attratta dalle situazioni della strada, ha inconsapevolmente dato vita a numerose opere d’arte. Era una donna molto dura, dallo sguardo impassibile e duro, sempre presente nei suoi autoscatti che la ritraevano soprattutto riflessa in specchi e vetrine.

Dal carattere piuttosto chiuso, amava viaggiare e passeggiare in solitaria e passava le giornate con i bambini che accudiva, accumulare tutto quello che le capitava durante la giornata e ovviamente, fotografare.  Dalla maggior parte delle persone era considerata una persona fredda, sempre sulle sue, delle volte aggressiva e con piccole manie ossessive. In tutt’altro modo invece si comportava con i bambini: con loro organizzava gite, li portava con sé in giro per la città ed inventava giochi sempre nuovi.

Oltre a questi momenti di socialità, la sua grande compagna di vita era una Rolleiflex con cui immortalava tutto quello che la circonda. Adorava fotografare le strade di Chicago ritraendo, per la maggiore, le persone che incontrava e che in qualche modo la colpivano. Il suo è uno stile da ritrattista classico, i suoi soggetti erano per lo più emarginati, persone comuni catturate in momenti quotidiani della vita di città. Non sono stati trovati diari, nè scritti di sorta, né familiari in vita che potessero dare un contributo importante alla ricostruzione della sua vita e tutto ciò che si è saputo lo si deve alle indagini di John Maloof, l’uomo che scoprì il talento di Vivian Dorothea Maier.

Consigliamo vivamente di guardare le sue fotografie direttamente sul suo sito web: www.vivianmaier.com e di guardare il documentario sul ritrovamento dei suoi negativi e della ricerca di notizie su di lei tramite il video su youtube intitolato “Alla ricerca di Vivian Maier“.

 

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